Cessione del Quinto

Quali garanzie servono per richiedere la cessione del quinto?

Garanzie per chiedere una cessione del quinto: quali sono?

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è una delle forme di credito al consumo più diffuse in Italia, regolata dal D.P.R. n. 180 del 1950. Essendo un prestito che si basa sulla presenza di uno stipendio fisso, può essere chiesto e ottenuto anche da soggetti con segnalazioni nelle banche dati creditizie (CRIF), ma questa accessibilità poggia su una serie di garanzie per chiedere una cessione del quinto che devi conoscere.

Avere una buona conoscenza delle garanzie per chiedere una cessione del quinto non serve solo a valutare la fattibilità del finanziamento. Questa condizione ti permette di analizzare i costi come i premi assicurativi, che incidono direttamente sul TAEG dell’operazione.

Quali garanzie per una cessione del quinto?

Le garanzie fondamentali per ottenere la cessione del quinto sono tre: la stabilità del rapporto di lavoro deducibile dal contratto. L’ideale sarebbe a tempo indeterminato anche se si può procedere anche con contratto a tempo determinato.

Poi c’è l’accantonamento del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) che funge da garanzia reale per i dipendenti privati

Infine abbiamo la sottoscrizione obbligatoria di polizze con rischio vita e rischio impiego. A differenza dei prestiti personali, non sono richieste firme di garanti o ipoteche, poiché la garanzia primaria è rappresentata dalla busta paga o dal cedolino della pensione.

La garanzia del reddito fisso e del contratto

La natura stessa della cessione del quinto considera che il rimborso avvenga tramite trattenuta diretta alla fonte. La prima e insostituibile garanzia è la presenza di un rapporto di lavoro solido, con contratto a tempo determinato o indeterminato.

C’è differenza? In realtà si può chiedere e ottenere una cessione del quinto anche con contratto di lavoro a tempo determinato, a patto che la restituzione dell’ultima rata anticipi la data di cessazione del rapporto. Ovviamente, la stabilità del datore di lavoro è unfattore determinante

Gli istituti finanziari valutano il coefficiente assicurativo dell’azienda: una società con bilanci solidi e un alto numero di dipendenti offre una garanzia superiore rispetto a una realtà con i conti in disordine e diversi problemi. In quest’ottica, i dipendenti statali e pubblici godono di un accesso semplificato, poiché il rischio di insolvenza del datore di lavoro è quasi nullo.

Il ruolo del TFR come garanzia reale

Nel settore privato, il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) costituisce una garanzia tecnica fondamentale. Al momento della stipula del contratto di cessione del quinto, viene delineato un vincolo pignoratizio sulle somme accantonate e su quelle future. 

Qual è il ruolo del TFR?

Il TFR rimane presso l’azienda o viene versato al Fondo Tesoreria dell’INPS, ma non è più nella disponibilità del lavoratore fino all’estinzione del debito. In caso di cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni o licenziamento prima del termine della cessione, la banca ha il diritto legale di escutere il TFR accumulato per coprire il debito residuo.

È importante sottolineare che la quota di TFR necessaria a coprire il prestito deve essere libera. Se il dipendente ha già vincolato la somma per altre operazioni finanziarie o anticipazioni, la sua capacità di ottenere una nuova cessione sarà ridotta.

Cosa succede se l’azienda fallisce? In caso di fallimento del datore di lavoro, l’istituto di credito attinge al TFR vincolato. Se questo è insufficiente, interviene la polizza rischio impiego sottoscritta all’inizio del contratto (ne parleremo a breve).

Cosa cambia con il TFS?

A differenza del settore privato, dove la banca vincola il TFR maturato per proteggersi contro il rischio di licenziamento, per i dipendenti pubblici e statali la stabilità del posto di lavoro è una garanzia già sufficiente. Molte banche e finanziarie concedono la cessione del quinto ai dipendenti pubblici anche se hanno poco TFS accantonato (ad esempio neo assunti).

Questo perché il rischio di fallimento del datore di lavoro è considerato prossimo allo zero. Sebbene non sia sempre vincolato come garanzia bloccata, il TFS entra in gioco in caso di cessazione anticipata del rapporto, esattamente come il TFR.

Le garanzie assicurative obbligatorie

A differenza del prestito personale, nella cessione del quinto la copertura assicurativa è un obbligo di legge. Il testo del già citato D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 – nell’articolo 54 – recita testualmente che le cessioni di quote di stipendio o salario devono essere: 

garantite da un’assicurazione sulla vita e contro i rischi di impiego, o altre analoghe garanzie, qualora non siano assistite dalla garanzia del Fondo di previdenza”

Queste polizze non tutelano solo l’istituto erogante, ma proteggono anche gli eredi del richiedente. Stiamo parlando, sostanzialmente, di assicurazioni per rischio vita e lavoro.

Polizza rischio vita

Obbligatoria sia per dipendenti che per pensionati, questa copertura interviene in caso di decesso del titolare del prestito durante il periodo di ammortamento.

L’assicurazione provvede all’estinzione del debito residuo, evitando che l’onere ricada sulla famiglia o eredi. Il costo di questa polizza varia in base all’età del richiedente e alla durata del piano di restituzione della somma capitale più gli interessi.

Polizza rischio impiego

Questa garanzia è specifica per i lavoratori. Interviene se il rapporto di lavoro si chiude per cause non dipendenti dalla volontà del lavoratore (licenziamento per giustificato motivo oggettivo o fallimento aziendale) e il TFR accantonato non sia sufficiente a coprire il debito residuo. La compagnia assicurativa, dopo aver pagato la banca, manterrà il diritto di rivalsa.

Quali sono le garanzie dei pensionati?

Per chi percepisce il cedolino pensionistico, la struttura delle garanzie cambia rispetto ai dipendenti. Venendo meno il TFR, che è già stato liquidato al momento del pensionamento, e il rischio di licenziamento, l’attenzione si sposta su due pilastri fondamentali. Vale a dire la pensione stessa, con rischio di insolvenza quasi nullo, e una solida assicurazione per la vita.

Le garanzie sono decisive, ma non bastano

Le garanzie per la cessione del quinto sono estremamente utili per il creditore e il debitore, e influenzano i tassi di interesse che spesso sono più competitivi rispetto ad altre forme di credito non garantito. Per il cliente che chiede una cessione, la garanzia principale resta la propria storia lavorativa e la solidità dell’azienda che versa lo stipendio. Ma non basta avere buone garanzie per ottenere una cessione del quinto dello stipendio e della pensione.

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