Gestione dei prestiti

Quando (e perché) rinnovare la cessione del quinto?

Quando conviene il rinnovo della cessione del quinto?

Il rinnovo della cessione del quinto dello stipendio o della pensione è una soluzione utile per gestire al meglio uno strumento necessario al finanziamento delle tue attività. Molti credono che quest’operazione riguardi un semplice riproporre lo stesso importo al termine della cessione e prolungare il finanziamento: in realtà non è questo lo scopo finale.

Attraverso il rinnovo del finanziamento, infatti, andiamo a estinguere il debito residuo per rimodellare l’ammortamento in modo da renderlo adeguato alle esigenze del cliente finale.

Così da distribuire le rate per un periodo superiore e ridurre l’importo mensile. Molti clienti ci chiedono maggiori informazioni su questo punto, ecco perché abbiamo pensato a questa guida approfondita per risolvere i coni d’ombra intorno all’argomento principale.

Cos’è il rinnovo della cessione del quinto: definizione

Il rinnovo della cessione del quinto è un’operazione di rifinanziamento del credito ottenuto dalla banca o dalla finanziaria. Questo strumento permette di estinguere anticipatamente il contratto in corso con l’obiettivo ultimo di stipularne uno nuovo, ottenendo due vantaggi:

  • Nuova liquidità non finalizzata.
  • Gestione del piano di ammortamento.

Per maggiore chiarezza, dobbiamo sottolineare che il rinnovo della cessione del quinto non è un semplice prolungamento del finanziamento già ottenuto (ad esempio, a febbraio 2026 pago l’ultima rata e a marzo chiedo di rinnovare la cessione), ma di una vera e propria sostituzione del debito residuo con un nuovo contratto basato su accordi differenti.

Un esempio chiaro per comprendere il concetto

Cinque anni fa hai chiesto un prestito con cessione del quinto da 200 euro al mese per un totale di 10 anni. Dopo aver pagato regolarmente per 48 mesi, ti rendi conto di aver bisogno di nuova liquidità: 5.000 euro per ristrutturare una stanza della tua casa.

Invece di chiedere un secondo finanziamento che si aggiungerebbe alla rata attuale, decidi di chiedere il rinnovo della cessione del quinto. La banca apre una nuova pratica, sempre da 200 euro al mese per altri dieci anni, e con l’importo prima di tutto chiudi il vecchio debito. 

Se per estinguere il primo prestito servono ad esempio 12.000 euro e la nuova operazione ne mette a disposizione 17.000, la banca paga il vecchio conto e ti accredita la differenza di 5.000 euro. La tua busta paga non cambia, la rata resta identica, ma hai subito i contanti.

Perché conviene (e quando non conviene)

Se hai un valido consulente finanziario al tuo fianco, puoi ottenere grandi vantaggi dal rinnovo della cessione del quinto.

Ad esempio, questo strumento ti permette di abbassare la rata allungando la durata dell’ammortamento e di ottenere cifre utili ai tuoi progetti senza dover attivare un secondo prestito. Come la delega di pagamento o il prestito personale. 

Se i tassi di mercato sono scesi rispetto alla prima stipula, il rinnovo può risultare economicamente più vantaggioso.

Conviene sempre puntare su questa soluzione? No, il rinnovo della cessione del quinto è uno strumento da utilizzare solo quando hai realmente bisogno di gestire la tua liquidità nel dettaglio. E quando hai delle indicazioni chiare da parte dei consulenti che ti supportano nel calcolo degli interessi sulla quota capitale residua.

Posso rinnovare se sono segnalato come cattivo pagatore?

Una delle preoccupazioni tipiche dei clienti che chiedono un rinnovo della cessione del quinto: sono stato segnalato come cattivo pagatore al CRIF, posso procedere con questa pratica?

Sì, la cessione del quinto rimane accessibile anche in fase di rinnovo per chi ha segnalazioni CRIF, poiché le garanzie (stipendio/pensione) restano invariate.

Ci sono dei vincoli temporali da rispettare?

Sì, non puoi procedere con il rinnovo della cessione del quinto senza aver preso nota delle indicazioni riportate dal testo base per la materia: l’articolo 39 del D.P.R. 180/1950 impone che una parte consistente del capitale sia stata rimborsata prima di caricare il lavoratore di nuovo debito. Ecco un passaggio decisivo per comprendere i vincoli e i paletti:

È vietato di contrarre una nuova cessione prima che siano trascorsi almeno due anni dall’inizio della cessione stipulata per un quinquennio o almeno quattro anni dall’inizio della cessione stipulata per un decennio, salvo che sia stata consentita l’estinzione anticipata della precedente cessione, nel qual caso può esserne contratta una nuova purché sia trascorso almeno un anno dall’anticipata estinzione.

Quindi, per la cessione quinquennale (60 mesi) devi attendere almeno 2 anni prima di poter rinnovare. Per quella decennale (120 mesi) passiamo a 4 anni. Tutto questo avviene per evitare il rifinanziamento continuo a danno del consumatore.

Altro vincolo: se si rinnova la cessione, una parte del ricavato deve essere rivolta all’estinzione della cessione in corso.

Per completezza d’informazione, non esiste un limite legale rispetto a quante volte si può rinnovare la cessione del quinto. Purché venga rispettata la regola del tempo trascorso.

Attenzione ai tempi di attesa per un nuovo prestito

Ci sono altre indicazioni da valutare? Se hai estinto una cessione con liquidità personale, quindi senza rinnovo della cessione del quinto, non puoi chiedere un nuovo finanziamento il giorno dopo.

La legge impone un periodo di raffreddamento di almeno 1 anno dall’estinzione anticipata prima di poter contrarre un nuovo prestito garantito dallo stipendio.

Come funziona tecnicamente il rinnovo del prestito?

Il processo segue una sequenza precisa che incide direttamente sulla liquidità netta che si riceve da questa pratica. In primo luogo si effettua la richiesta del conteggio estintivo per registrare tutti i parametri per considerare il debito residuo esatto alla data della richiesta.

Il passo successivo riguarda l’estinzione del vecchio debito: parte del nuovo finanziamento viene utilizzato per chiudere la vecchia posizione. Poi subentra il recupero degli oneri non goduti poiché estingui il prestito in anticipo, e il cliente ha diritto al rimborso pro-quota dei costi assicurativi e, in alcuni casi, delle commissioni bancarie non maturate.

“Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore. In tale caso egli ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto.”

Questo passaggio decisivo è riportato dall’articolo 125-sexies del Testo Unico Bancario (TUB). Infine abbiamo l’erogazione della differenza tra il nuovo importo finanziato e la somma usata per chiudere il vecchio prestito che costituisce la nuova liquidità sul conto. Chi può seguire tutto questo al posto tuo?

Sicuramente un consulente finanziario che ha le competenze per valutare se e come conviene puntare sul rinnovo della cessione.

Biofinance
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