Cessione del Quinto

Pensionato all’estero: è un limite per la cessione del quinto?

Cessione del quinto e pensione all'estero: cosa devi sapere?

Sappiamo che la cessione del quinto della pensione è uno degli strumenti base dei finanziamenti retail, ma cosa succede se si percepisce la pensione all’estero? Il cliente rischia di avere problemi per ottenere questa linea di credito così ambita?

Le domande sono legittime perché sappiamo bene come funziona il meccanismo. Io pensionato chiedo un prestito, che può arrivare anche a 75.000 euro prelevando massimo il 20% del totale. Valutando sempre un limite minimo da lasciare al pensionato per garantire una buona qualità della vita.

Cosa succede, quindi, per i pensionati all’estero? Possono sempre ottenere una cessione del quinto e collegare il proprio cedolino alla rata necessaria per ammortizzare il prestito richiesto?

Il trasferimento all’estero cambia qualcosa?

Ipotizziamo uno scenario. Sono un pensionato in Italia e percepisco una pensione INPS. Apro una cessione del quinto over 80 e poi decido di trasferirmi all’estero per godermi gli anni del riposo in un paradiso tropicale. Cosa succede al finanziamento?

Si interrompe la cessione del quinto e ne devi fare un’altra? No, il contratto di cessione del quinto firmato in Italia resta valido.

La quota cedibile continuerà a essere trattenuta alla fonte dall’ente previdenziale prima che la pensione venga erogata sul tuo conto corrente. Questo prescinde dalla tua posizione geografica o da eventuale altro parametro, come un cambio di banca sulla quale si accredita la pensione che percepisci.

Devo modificare il pagamento della rata?

Anche se risiedi fuori dai confini nazionali, l’iter rimane automatizzato: l’INPS trattiene la rata mensile, versa la rata alla banca o finanziaria con cui hai contratto il prestito. Infine, il pensionato riceve la pensione al netto della rata e delle tasse.

Un passo da gestire quando prendi questa decisione e ti trasferisci all’estero con una cessione del quinto? Comunicare la tua decisione alla banca o alla finanziaria che ti ha concesso il prestito. E a quella che usi per accreditare la pensione.

Per il resto, l’INPS ti assicura che è possibile riscuotere la pensione in 160 paesi fuori dall’Italia (qui trovi le informazioni).

Come chiedere la cessione all’estero

Ora il punto di vista è differente: dobbiamo cercare di capire cosa succede se il prestito viene chiesto nel momento in cui siamo già all’estero. Cosa accade in questi casi specifici?

Iniziamo a confermare un punto: è possibile procedere in ogni caso. L’importante è rispettare alcuni requisiti specifici legati alla tua residenza e alla natura della tua pensione.

In primo luogo, la pensione deve essere erogata da un ente previdenziale italiano tipo INPS o ex-INPDAP. Se la pensione è pagata da un ente estero, non puoi accedere alla cessione del quinto in Italia. Ma ci saranno altri strumenti nel paese in cui ti trovi che puoi utilizzare. Altri requisiti per procedere senza intoppi?

Devi essere iscritto all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e avere un conto corrente in Italia. Poi, documenti necessari e procedura sono simili a tutto ciò che riguarda una normale richiesta per la cessione del quinto della pensione.

Ci possono essere dei rifiuti?

Se parliamo di rifiuti a causa della presenza all’estero, tutto dipende dal paese. La maggior parte degli istituti finanzia senza problemi i residenti in Europa. Per i paesi extra-UE, la risposta positiva o negativa dipende dalle politiche interne della banca e dall’eventuale inclusione del paese nelle liste di rischio finanziario.

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