Cessione del Quinto

Cessione del quinto dello stipendio e pensione: come funziona il passaggio dalla busta paga al cedolino INPS?

Passaggio da cessione del quinto

Quando avviamo un contratto per la cessione del quinto basato sullo stipendio, valutando le relative garanzie e consegnando tutti i documenti necessari, c’è sempre un dubbio da risolvere: cosa succede se bisogna fare il passaggio alla pensione?

In realtà non bisogna temere: se il finanziamento si trova a cavallo tra busta paga e cedolino INPS c’è la possibilità di effettuare uno switch pratico e conveniente.

In questo modo puoi portare il tuo finanziamento da una condizione a un’altra senza nessuna ripercussione.

Anzi, continuando a mantenere tutti i privilegi e a pagare le rate che hai sempre sostenuto nella fase precedente. Come si fa il passaggio da cessione del quinto dello stipendio alla condizione pensionistica?

Il concetto di continuità del debito

La cessione del quinto non si estingue nel momento in cui sopraggiunge il pensionamento. Stiamo sempre parlando di un prestito garantito dal reddito lavorativo, se quest’ultimo viene meno a favore della pensione c’è un passaggio: il debito si trasferisce per attingere alla nuova fonte di liquidità mensile.

L’obiettivo è fare in modo che le rate continuino a essere pagate senza che tu debba intervenire manualmente.

Al momento della stipula, hai anche pagato un’assicurazione rischio vita e impiego: rimane attiva e copre il debito anche durante il periodo della pensione. Ci sono anche una serie di riferimenti legislativi su questo argomento?

Certo, uno dei più importanti è l’Art. 43 del D.P.R. 180/1950 che delinea il Principio di Continuità: in caso di cessazione dal servizio con diritto a pensione, la trattenuta per il prestito contratto si trasferisce automaticamente sul cedolino. In sintesi, il debito segue la persona: se il reddito cambia natura (da stipendio a pensione), il vincolo rimane.

Esempio per comprendere la condizione

Cerchiamo di spiegare qual è la situazione pratica. Se ho chiesto una cessione del quinto mentre sono dipendente della Pubblica Amministrazione con ammortamento a 10 anni, se dopo 5 ho la possibilità di andare in pensione viene meno la fonte principale per restituire capitale più interessi. Vale a dire lo stipendio. 

Quindi, un eventuale passaggio alla condizione pensionistica (nota già al momento della firma o del tutto inattesa per situazioni sopraggiunte) deve essere affrontato con un passaggio burocratico. Quello che è importante capire è che non c’è alcun problema in questa condizione.

Quale sarà l’iter da seguire?

Come anticipato, ci sarà un passaggio automatico quando smetti di lavorare. Nel momento in cui si presenta questa condizione, con tutti i passaggi burocratici del caso, si attiva una procedura tra il tuo ex datore di lavoro, l’INPS o altro ente previdenziale e la banca. 

Questa invia una comunicazione all’istituto che eroga la pensione per notificare il debito. L’INPS – o chi per esso – calcola la tua pensione e stabilisce l’importo massimo della rata che puoi sostenere.

Noi, infatti, sappiamo che questo importo non può superare il 1/5 della pensione netta, rispettando il trattamento minimo di legge. Se la tua pensione è più bassa dello stipendio, la rata potrebbe essere ricalcolata (ridotta) per rispettare il limite del quinto.

Questo significa che la principale conseguenza che potresti avere dal passaggio da stipendio a cessione del quinto della pensione è un allungamento della durata del piano di ammortamento. Un po’ come avviene con il rinnovo della cessione del quinto.

Cosa succede, invece, al TFR/TFS?

Domanda interessante: durante il lavoro, le quote di TFR e TFS fungono da garanzia collaterale e sono vincolate alla banca. Cosa accade se passo dallo stipendio alla pensione? Al momento del pensionamento, se il debito residuo è molto alto rispetto alla futura pensione, la banca potrebbe usare una parte del TFR per abbattere il capitale.

In questo modo la rata pensionistica è più sostenibile. Se la pensione è sufficiente a coprire le rate senza problemi, il TFR ti viene liquidato normalmente. Ma sempre dopo l’autorizzazione della banca che dà il nulla osta per svincolare le somme.

Ci sono delle attenzioni in più da seguire?

Come anticipato, il passaggio è automatico. Per dormire sonni tranquilli, però, è sempre utile avvisare la finanziaria con qualche mese di anticipo rispetto alla data del pensionamento per evitare intoppi burocratici o ritardi nei pagamenti che potrebbero generare una mora.

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